BELLY BUTTON

COMPRENDERTI È RIVOLUZIONARMI

Una vecchia casa in mezzo al bosco, la famiglia che vi abita ha radici profonde come gli alberi che si vedono dalla finestra. Da qui è difficile credere che si possa scappare. Questo progetto nasce dall’ombelico e risponde al desiderio di riscrivere il passato, giocando a cambiarlo e non più a subirlo, per arrivare a comprenderlo. Evitare il viaggio di ritorno a casa è evitare se stessi, evitare la vita. Come mi trasformo da vittima a creatore? Come ti dico quello che non ti ho mai detto?

BELLY BUTTON

 

comprenderti è rivoluzionarmi

testo e regia Agnese Mercati

con Agnese Mercati, Elia Tapognani, Carola Rubino
e con Erica Landolfi

assistente alla regia e alla drammaturgia 
Lorenzo De Iacovo
tecnica Adriano Antonucci

Uno spettacolo Crack24
in collaborazione con A.M.A. Factory
sostegno alla produzione Casa Fools

NOTE DI REGIA

Belly Button è nato da un’idea di Agnese Mercati all’interno del progetto Fahrenheit 2.0 de Il Mulino di Amleto. Alla domanda “Che libro salveresti dal rogo?” Agnese ha risposto “Chi ha ucciso mio padre” ed è da questo testo che è partita per creare un primo studio. Nel 2023 grazie al percorso di accompagnamento alla produzione di CasaFools, si è allontanata sempre di più dal pamphlet di E. Louis mantenendosi invece salda alle sensazioni che ha provato leggendolo, ciò che l’ha attraversata è diventato materiale di indagine per un secondo studio.

Lo spettacolo esplora il tema delle relazioni familiari e il desiderio di riappropriarsi del proprio ombelico, ponte di passaggio verso il passato e le proprie origini. Come l’ombelico è il segno di un distacco, così lo spettacolo vuole essere testimonianza della crescita di una figlia e delle scelte che ne costituiscono il percorso di vita. Tutto ciò da cui siamo stati sradicati o da cui ci si è voluti sradicare continua a essere parte di noi: le tracce di chi siamo stati da piccoli, del modo in cui siamo stati cresciuti, dell’ambiente sociale che abbiamo respirato e del suo linguaggio. In che misura ne siamo dominati? Siamo veramente noi a scegliere? Siamo ciò che facciamo o ciò che non abbiamo fatto? 

Prima dell’inizio dello spettacolo il pubblico, inquadrando un codice QR con il cellulare, accederà al gruppo whatsapp Famiglia, una grande chat collettiva in cui potrà votare tramite sondaggi il corso della storia. Sulla scena, quasi spoglia, sovrasta un grande schermo su cui verrà proiettata in live la chat. Gli spettatori saranno i responsabili delle scelte dei 3 protagonisti e assumeranno il ruolo di “paese”, “mondo”, autori e testimoni della storia familiare. Lo spettacolo cambierà forma ogni sera, in una dinamica di interazione ludica dove la domanda sarà una possibilità condivisa e avrà molteplici direzioni. Si sperimenteranno spazi virtuali e fisici in cui il passato tornerà per essere giocato, riparato, distorto, ripetuto all’infinito. Sulla scena oltre agli oggetti che appartengono ai ricordi scelti, rimarranno tutti quelli non scelti, simbolo delle possibilità mancate e delle identità perdute.

Agnese Mercati

CALENDARIO

◊ 5 e 6 maggio 2023
Casa Fools, Torino / Stagione “Spiragli”

◊ 15 giugno 2023
Teatro Sociale Gualtieri (RE) / Finale Direction Under30 2023

 

RECENSIONI

Più chiaro negli intenti ci è parso “Belly Button “ Ombelico, scritto e diretto da Agnese Mercati che è in scena con Carola Rubino e Elia Tapognani per Crack24. Lo spettacolo esplora il tema delle relazioni familiari, dal punto di vista della rappresentante più giovane (l’ombelico qui vuole essere la metafora significante di un distacco, la testimonianza della crescita della figlia e delle sue autonome scelte) che si trova davanti alla violenza del Capofamiglia, dedito al vino, nei confronti di una moglie remissiva e lo fa cercando di coinvolgere gli spettatori nell’ incedere dello spettacolo. Lo fa anche attraverso uno specifico whatsApp, denominato “Famiglia”, sul loro cellulare, attraverso delle scelte che possono modificarne la drammaturgia, alle volte un poco futili, altre volte invece di profonda valenza, che ci hanno fatto amare questo azzardo drammaturgico, spesso venato di ironia, mai didascalico, ma che apre squarci di introspezione, nel continuo rimpallarsi tra scena e platea. Il finale per nulla consolatorio viene poi catapultato sulla scena : con un ultimo quesito. Che cosa non hai mai detto a tuo padre?
Esemplificativo che diversi spettacoli a Gualtieri cerchino di coinvolgere con diversi accorgimenti il pubblico, segno evidente del bisogno spasmodico del nuovo teatro di avere una nuova complicità con chi li osserva in platea, desideroso di nuove e diverse suggestioni.” / Mario Bianchi, ilteatrocheverra.it

“Lo snodo della vicenda è tutto giocato in un costante rapporto fra i testimoni della storia e gli attori in scena, un dialogo che si avvale dell’interazione attraverso il gruppo Whatsapp e della narrazione di Agnese diretta verso il pubblico con momenti di spassosa relazione meta-teatrale e gags comiche e surreali che fanno progredire la drammaturgia in un percorso dai tratti ludici, ma costellato di momenti profondi e dolorosi. La bravura degli attori in scena, perfetti nei tempi comici e nell’esecuzione di spassosa ilarità situazionista, si incardina in una precisa regia dal sapore cinematografico, fra sonorità extradiegetiche e montaggi in stacco rapido e sequenziale, utilizzando con sapienza il potere evocativo del teatro per raccontare l’evoluzione drammaturgica verso il finale intenso che ci lascia con una domanda aperta di fortissimo impatto emotivo. Uno spettacolo che riserva momenti di interpretazione attoriale ottimamente curata, una drammaturgia co-creata dal vivo con gli spettatori e una regia frizzante e vivace che unisce linguaggi teatrali differenti con arguto equilibrio.” / Alan Mauro Vai, Teatri Online

foto di © Lorenzo Benelli e Stefano Roggero

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