#ClimateIsNotCool

“Diciamo piuttosto che non riformeremo forse il mondo, ma almeno noi stessi
che, dopo tutto, 
siamo una piccola parte del mondo;
e che ciascuno di noi ha sul mondo più potere di quanto non immagini…”
Marguerite Yourcenar, Ad occhi aperti

Oh no, ecco che si parla di clima. Non bastano tutte le banalità che si sentono in tv? Bisogna proprio aggiungerne altre, condirle con un po’ di senso di colpa perché non facciamo la differenziata? E dopo che cambia? Già, il clima non è un argomento cool. Peccato che non sia nemmeno cool di salute né cool di temperatura. E sicuramente, se potesse parlare, non ci direbbe «chill, man». Perché non parla inglese. E neanche noi, quindi basta wordplay.

Cosa non è.

#ClimateIsNotCool non nasce da un nostro senso di superiorità morale o intellettuale, e non ha lo scopo di istruire nessuno sui comportamenti da tenere nella vita quotidiana.
Nasce piuttosto da qualcosa di molto più viscerale e vivo, molto simile alla paura, un germicino che continua a sussurrarci che per quanto ci sforziamo di raggiungere i nostri obiettivi personali, c’è un solo tema urgente di cui parlare. Se ne è parlato tanto, forse troppo; parlarne in piazza o in tv è già difficile; suonare moralisti o banali sembra inevitabile. E parlarne in teatro è ancora più complesso.
Quindi #ClimateIsNotCool non è uno spettacolo propriamente detto: non ha una drammaturgia fissa, né personaggi fissi, né uno svolgimento prestabilito. Un po’ come il nostro futuro.

Sì, ma allora cos’è?

Uno scatolone.
#ClimateIsNotCool è un contenitore di attività anche molto diverse tra loro, tenute insieme dal tema dell’emergenza climatica.

  1. Scenderemo in strada e creeremo un Salotto Urbano dove vi intervisteremo su un comodo divano.
  2. Organizzeremo conferenze-spettacolo per darvi la giusta dose di informazioni mischiata con la giusta dose di sublimazione emotiva.
  3. Attiveremo laboratori nelle scuole, in cui proveremo a dimostrare che un rapporto sano con il mondo è possibile, a patto di averne uno sano con sé stessi e con chi ci circonda. E il teatro, con le sue innumerevoli tecniche di esplorazione emotiva, diventa fondamentale.

Nello scatolone #Climate, di spettacoli con la quarta parete ce ne saranno pochi, per ora abbiamo più interesse ad ascoltare quello che hanno da dire gli altri, cercando di  riscoprire insieme il legame tra uomo e ambiente.

Il teatro non viene a dire nulla che non si sappia già ma lo dice in un modo che attiva una comprensione dei fatti più completa, più profonda,
che non esclude le contraddizioni, 

gli interrogativi, i paradossi.
Giuliana Musso

↓ Guarda il video di presentazione ↓

#ClimateIsNotCool_pianoX

X è il paese di provincia o la zona metropolitana di una città in cui portiamo #ClimateIsNotCool.
Per alcuni giorni andiamo alla scoperta di X: camminiamo, intervistiamo gli abitanti, ascoltiamo storie, conosciamo luoghi, incontriamo Associazioni ed esperti di sostenibilità, ambiente ed emergenza climatica. Al termine della nostra ricerca apriamo le porte del teatro/spazio culturale che ci ospiterà al pubblico, che assisterà al debutto di uno spettacolo cucito su misura, specchio dell’ambiente in cui vive.

Le serate si svolgono in forma di conferenza-spettacolo in cui inizialmente gli esperti e le Associazioni che operano sul territorio raccontano la loro esperienza e rispondono alle curiosità del pubblico, successivamente la palla passa a noi di Crack24 che restituiamo artisticamente ciò che abbiamo trovato a X, portando in scena le storie della comunità e, a volte, gli abitanti stessi.

_pianoBiella | Diario di bordo

Da Torino partono due macchine cariche di attori di Crack24, destinazione Miagliano. All’arrivo a Miagliano la compagnia svolge un sopralluogo dello spazio in cui nei giorni seguenti svolgerà le prove e le serate di conferenze-spettacolo, l’ex- lanificio Botto. Terminata la visita si recano alla casa che li ospiterà nella frazione di Felletti, disfano i bagagli e dopo un pasto frugale, si riuniscono per stabilire orari e attività da seguire nei giorni successivi. In riunione vengono decise le linee guida da seguire durante le interviste agli abitanti di Biella e dintorni. Entrambe le macchine ripartono alla volta di Biella per esplorare il luogo che li vedrà agire febbrilmente nei giorni seguenti, per poi ritornare a casa a tarda sera.

La compagnia si reca all’ex-lanificio Botto, per incontrare Giuseppe Paschetto,   professore ed ex assessore all’ambiente di Biella. Lo stimolante incontro si prolunga per più di due ore. Dopo alcune ore di prove, la compagnia si reca all’evento Bolle di Malto nel centro di Biella, dove una piccola delegazione incontrerà Alessandro Pizzi,  professore e collaboratore della Società Ecologica dell’area biellese (SEAB) e gli altri componenti della compagnia inizieranno ad intervistare gli avventori di Bolle di Malto.

Dopo una mattinata di condivisione e discussione sul materiale raccolto la sera prima la compagnia si reca in incognito al mercato di Biella per effettuare dei “pedinamenti”. I pedinamenti consistono nell’osservare con grande rigore ed attenzione uno o più soggetti ignari dell’operazione che l’attore sta facendo ed entrare successivamente in contatto e interagendo con il/i soggetto/i, allo scopo di “rubargli l’anima” per poi restituirla sotto forma di un personaggio in scena. Terminata la fruttuosa mattinata di pedinamenti la compagnia ritorna alla sala prove e restituisce ai compagni di lavoro i personaggi pedinati. Nel pomeriggio la compagnia si sposta nella frazione di Rosazza dove continuare il lavoro delle interviste. Alla sera i componenti della compagnia tornano a Bolle di Malto per intercettare nuovi biellesi a cui rivolgere le loro domande sull’emergenza climatica e un caloroso invito alla conferenza spettacolo prevista per i giorni seguenti all’ex- lanificio di Miagliano. Tra gli intervistati c’è Tommaso un giovane ragazzo con la passione per la natura, che racconta ad alcuni membri della compagnia della sua lotta per evitare l’abbattimento di alcune betulle. Tommaso viene invitato ad intervenire alla conferenza spettacolo del giorno seguente.

La compagnia raccoglie le interviste e gli incontri avvenuti nei giorni precedenti, per rielaborarli in una forma artistica che diverrà il materiale principale della performance della sera e del giorno seguente. Lo spettacolo viene montato e provato per diverse ore, fino all’arrivo dei primi spettatori. Alle ore 18 la conferenza spettacolo ha inizio, ad intervenire ci sono il direttore dell’associazione wool-experience Nigel Thompson ed Alessandro Pizzi, che raccontano la loro esperienza e rispondono alle domande degli spettatori e degli attori della compagnia, dopo circa un’ora la conferenza lascia il posto alla performance degli attori che si conclude con l’intervento di Tommaso. Finiti gli applausi, spettatori e attori si riuniscono a gruppetti e parlano di ciò che hanno visto e scoperto. L’operazione ha  avuto successo: sconosciuti facenti parte della stessa comunità hanno avuto un’occasione di contatto, di scambio e di informazione e ne faranno tesoro, come Tommaso che in Alessandro Pizzi ha trovato un compagno di lotta contro l’abbattimento degli alberi. Un panino e una birra, sanciscono questo nuovo incontro, tra Tommaso, Alessandro, qualche altro spettatore curioso e gli attori di Crack24.

Gli attori della compagnia si recano alla sala prove dove si confrontano sull’esito della conferenza-spettacolo della sera prima. Vengono provati i pezzi che verranno presentati al pubblico da lì a poche ore e infine gli attori si preparano per andare in scena.
Alle ore 15 il pubblico si accomoda nella platea dell’ex- lanificio Botto. Ad aprire le danze questa volta sono Giuseppe Paschetto e Marco Mezzalama che si confrontano sui temi del cambiamento climatico e delle politiche possibili per invertire o quanto meno arrestare la sua tragica tendenza, la riflessione viene aperta anche al pubblico i cui componenti pongono domande ed offrono considerazioni personali sull’argomento. Lo spettacolo prosegue con la performance della compagnia, al termine interviene Manuela Tamietti, presidente dell’associazione Storie di Piazza che insieme con la compagnia Crack24 ha organizzato e reso possibile l’evento ClimateIsNotCool. Gli applausi e le riflessioni tra il pubblico alla fine della performance sono molti e gli attori, dopo aver smontato la scena e recuperato i propri oggetti personali sono pronti per ripartire. Le macchine partite quattro giorni prima fanno ritorno a casa, molto più cariche, della bellezza ricevuta in quei giorni biellesi.

#ClimateIsNotCool_pianoBiella è stato realizzato in collaborazione con

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